.
Annunci online

mottolacivica il blog mottolese dell'ecologia urbana e sociale
Alla ri-scoperta di Mottola
post pubblicato in iniziative, il 7 luglio 2013

            Viaggio nell'habitat rupestre e nel Parco delle Gravine a Mottola(Ta)

Date la vostra adesione chiamando al 334/9118922, 347/3770794, 340/4018700 in modo da comunicare all'Ufficio Turistico.

Gentili Amici della Pace, sabato 13 Luglio alle ore 17, l'Issup, Terra Nuova ONLUS con la supervisione del nuovo Ufficio Turistico e il beneplacito dell'Amministrazione Comunale di Mottola(Ta), organizzano una visita guidata nell'habitat rupestre e nel Parco delle Gravine, una full immersion nel cuore della macchia mediterranea all'insegna del turismo di pace.
Il raduno è previsto per le ore 17 presso l'Ufficio Turistico giù al bivio di Mottola. Dopodichè visiteremo il villaggio rupestre della gravina di Petruscio con le sue grotte e la flora mediterranea. La seconda tappa è costituita dalla Cappella Sistina della civiltà rupestre, la chiesa di San Nicola in cui gli affreschi sorprendono per la stupefacente bellezza. Seguirà la chiesa a due piani di Sant'Angelo e a ridosso di una verdeggiante gravinella la chiesa di Santa Margherita che affascina per la sua pianta irregolare e suggestiva e per il suo ricco corredo pittorico. Rimarcabile è il seducente gioco di illuminazione naturale che conferisce agli affreschi un'evidenza quasi magica. Il percorso si chiuderà con il gioiello architettonico della cripta di San Gregorio con il suo maestoso Pantocrator paragonabile dagli studioso al Cristo Pantocratore del Duomo di Monreale in Sicilia.
Una guida ci illustrerà le varie tappe del percorso e i monumenti che visiteremo. Inoltre sarà devoluta per la visita una quota simbolica volontaria.
La quota comprende: consegna di materiale informativo a tutti i partecipanti; Ticket Ingresso e Guida Specializzata.
 
 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ambiente cultura natura turismo

permalink | inviato da ecolo il 7/7/2013 alle 15:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
BENVENUTI NEL "PARCO DELLE GRAVINE"
post pubblicato in spazi pubblici, il 30 luglio 2011


E' tempo di vacanze, in questo week end molte aziende chiuderanno per la pausa estiva e tutti i mottolesi residenti nel centro nord Italia torneranno alle loro origini. La collina mottolese si riempirà di tutti i suoi migranti che, spesso per ragioni di lavoro, hanno lasciato la loro “terra” in cerca di fortuna. A questi si aggiungeranno anche molti (si spera) turisti che sceglieranno la nostra collina come meta delle loro vacanze estive, magari per godere della buona cucina, del mare e perchè no, anche delle bellezze naturali della zona, Parco delle Gravine in primis.

Noi mottolesi avremo creato le condizioni affinchè questi turisti, a fine vacanza, lascino il nostro paese soddisfatti e con l'intento di tornare a farci visita nei prossimi anni?

Questa mattina mi sono recato nella zona di Petruscio, ove ha sede una delle Gravine più importanti del Parco. Bene, il paesaggio circostante mi è sembrato tutt'altro che un buon biglietto da visita.

A parte le tracce ancora ben visibili degli incendi che hanno interessato la zona negli anni scorsi, e che MottolaCivica aveva chiesto di rimuovere (QUI), oggi l'occhio del turista cadrà inevitabilmente sul paesaggio spettrale lasciato dall'ultimo incendio che ha interessato la zona nella giornata di lunedì 27 Giugno.(QUI)

Una giornata in cui il Mestrale soffiava molto forte e le fiamme si sono propagate con molta facilità permettendo all'incendio di divenire incontrollabile. Si è reso necessario anche l'impiego di mezzi aerei per riuscire a domarlo. Alla fine il bilancio è stato pesantissimo, ben 30 ettari di macchia mediterranea e pineta andati in fumo.

Quelle che seguono sono alcune foto scattate in zona nella giornata del 29 Luglio 2011.






Come si può notare la zona interessata dalle fiamme è adiacente alla Gravina di Petruscio e costeggia la strada che raggiunge la nota zona di Casalrotto.

Insomma, il turista verrà accolto da questo paesaggio che, con un parco ha poco da spartire.


Qualche mese fa avevamo elogiato le isituzioni e gli enti che si erano adoperati alla manutenzione delle giovani piantine di Pino Silvestris, messe a dimora, probabilmente, con qualche piano di rimboschimento finanziato con soldi pubblici.


Questo quello che c'era e che abbiamo apprezzato



Questo è quello che c'è oggi.




Un altro esempio di spreco di danaro pubblico, dove l'importante è spendere i soldi previsti dai finanziamenti senza preoccuparsi di tutelare il risultato nel corso degli anni a seguire.


Tornando al Parco delle Gravine e alle pinete che coprono il nostro territorio, credo sia molto importante tutelare con ogni mezzo questo tipo di habitat naturale, in particolare dagli incendi.

Secondo alcuni naturalisti, gli incendi in determinati casi hanno effetti benefici sull'ecosistema generale, poiché servono a rinnovare le foreste, portando effetti benefici anche sull'assorbimento dei gas serra ( anidride carbonica in primis).

Ma le pinete, secondo un parere personale suffragato da alcune dottrine, non rientrano a pieno in questo discorso.

La pianta di pino contiene nel suo legno sostanze resinose che permettono al fuoco di raggiungere tutte le parti della pianta stessa, finanche alle radici con inevitabile morte anche della parte ipogea. Per cui, quando il fuoco interessa una pineta, lascia il segno per molti anni. Giusto per fare un esempio, possiamo pensare a quella grande pineta che copriva il territorio della c.da Catanese, in località Cervellera, dove ha sede l'unico e storico campo da tennis mottolese. Due incendi nel giro di 20 anni hanno trasformato irrimediabilmente quel territorio, per cui oggi non può più dirsi ricoperto da pineta, ma da semplice macchia.

Ecco perchè,  anche solo per tutelare la zona del Parco delle Gravine, ovvero l'unica vera attrazione turistica del nostro Comune, bisognerebbe mettere in campo tutte le forze e i fondi necessari a tutelare questo habitat naturale, unico nel suo genere e di cui noi mottolesi dovremmo solo vantarci e non disprezzare.

Facciamo quindi appello a tutte le Istituzioni affinchè il Parco delle Gravine e le zone rupestri mottolesi vengano tutelate dagli incendi, dall'incuria e dall'abbandono, in maniera determinante con serietà e dedizione.


Per i turisti che resteranno delusi dal paesaggio spettrale del Parco, consigliamo di consolarsi con un bel piatto di “Fave bianche e cicorie” in uno dei tanti e tipici ristoranti mottolesi. Ci restano solo quelli, per ora.



Per MottolaCivica

Gaetano Leogrande


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. turismo incendi parco delle gravine

permalink | inviato da ecolo il 30/7/2011 alle 16:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Dove tutto sembra così semplice...
post pubblicato in raccolta rifiuti, il 9 giugno 2011



E' passato quasi un mese da quel 10 maggio 2011 in cui l'Assessore all'ambiente Ciquera con il Sindaco Quero hanno incontrato, presso gli uffici comunali, MottolaCivica e altre associazioni presenti sul territorio, per discutere di raccolta differenziata dei rifiuti e di metodologie rivolte alla sensibilizzazione della popolazione su queste tematiche. In quell'occasione l'Assessore Ciquera annotò i suggerimenti di MottolaCivica e si ripropose di valutarli nei giorni a seguire.

Ad oggi, purtroppo, non possiamo annunciare alcuna novità, n'è in termini di provvedimenti, n'è di comunicazioni. Sembra quasi che l'esito dell'incontro sia rimasto chiuso in qualche cassetto.

Siccome MottolaCivica non ha alcuna intenzione di abbandonare questa sua “battaglia” per far sì che a Mottola si ritrovi il senso civico perduto e che, nel campo dei rifiuti, si adottino quelle misure tipiche di quei paesi virtuosi e attenti all'ambiente, invita l'Assessore Ciquera a mettere mano a quella serie di provvedimenti discussi durante l'incontro del 10 Maggio.


Qualche giorno fa mi sono trovato, per caso, a Campomarino, un paesino della provincia di Campobasso a pochi km da Termoli, ed ho potuto constatare con i miei occhi che, quello che da mesi MottolaCivica va predicando, non è così impossibile dal realizzarsi, e non crea alcun allarme sociale, così come mostrano le foto che seguono.



I cassonetti colorati della raccolta differenziata sono presenti vicino all'ingresso dei locali pubblici (bar, ristoranti, pizzerie) e non creano alcun disagio igienico sanitario e si intonano perfettamente con le strutture.




Vorrei ricordare, a chi non conosce la zona, che Campomarino è una zona ad alta vocazione turistica ed ha ricevuto la Bandiera Blu, quale riconoscimento per le località marine che rispettano determinati criteri ambientali, ma soprattutto che è una località dell'Italia Meridionale.

Quindi va sfatato, ancora una volta, quel falso mito che vede unicamente il centro nord Italia attento a queste tematiche.

Certamente c'è sud e sud, meglio direi un sud attento all'ambiente e uno che, per svariati motivi, mette queste tematiche in secondo piano. A riguardo il nostro paese, Mottola, specie se paragonato a quello in questione, appare molto disattento.

A Campomarino non ho notato quell'allarme sociale, che alcuni amministratori mottolesi temono dal momento in cui si andrebbero ad eliminare i classici cassonetti dei rifiuti, vecchi, fatiscenti e puzzolenti, dalle strade cittadine.

Come sempre, quello che appare visibile agli occhi dei cittadini, altro non è che il risultato di un'opera attenta e minuziosa portata avanti da chi amministra la città. Così, per esempio, nel sito ufficiale del Comune di Campomarino vi è una sezione dedicata interamente alla raccolta differenziata, con un'enorme mole di informazioni per il cittadino.

Al contrario, visitando il sito ufficiale del Comune di Mottola, questo è quello che è riportato nella sezione “Ambiente e Territorio” (clicca QUI) e questa è la pagina risultante dal motore di ricerca con la parola “raccolta differenziata” (clicca QUI).

Spesso le istituzioni addossano ai cittadini colpe che non hanno. Non si può addebitare ad un presunto allarme sociale della cittadinanza la situazione che oggi vediamo per le strade di Mottola.

Non siamo cittadini di serie “B” e non ci sentiamo inferiori a nessuno. Non è neanche vero che il senso civico è una caratteristica del centro nord Italia. Quella di Campomarino, così come tante altre situazioni, sono la dimostrazione che, anche nel nostro sud, tutto è possibile, basta volerlo per davvero.


Le foto che seguono, così come quella di copertina, sono state scattate a diversi km dal centro cittadino, in aperta campagna. Anche qui funziona il servizio di raccolta rifiuti e anche qui è tutto differenziato.








Nelle campagne mottolesi non mi risulta neanche un servizio di raccolta generico. A poco più di un km dal centro, non si trova un solo cassonetto rifiuti disponibile.

Mi piacerebbe sapere come le tante masserie, disseminate nel territorio mottolese, smaltiscono i loro rifiuti domestici. Mi auguro davvero che non sia il fuoco a ripulire gli ambienti e spero di essere smentito da chi ne sa più di me su questo aspetto.

Invito l'Amministrazione Comunale e tutta la cittadinanza a prendere esempio da queste realtà. Anche il turismo mottolese potrebbe ricevere importanti vantaggi, poiché un paese pulito e ordinato è il miglior biglietto da visita che si possa offrire al turista.



Per MottolaCivica
Gaetano Leogrande
Un grande parco mottolese (...fu verde)
post pubblicato in spazi pubblici, il 3 giugno 2011


"De pini facemmo fiamme" di Stefano Caramia


Una grande pineta nel bel mezzo del centro abitato? Chissà in quanti la vorrebbero e cosa darebbero per averla.

Solo nelle grandi metropoli del centro nord ci sono grandi parchi nei centri abitati: altrove bisogna necessariamente spostarsi per trovare un po' di verde, poiché, in genere, malgrado le leggi ne prevedano la presenza per ogni metro cubo di cemento edificato, nei centri abitati si sfruttano al massimo le aree disponibili per costruire. C'è una piccola realtà nel nostro sud, però, che fa eccezione. Stiamo parlando proprio della nostra comunità, ovvero quella mottolese, che può vantare la presenza di una vasta area adibita a verde a poche decine di metri dal centro cittadino e che, da qualche anno, è entrata a far parte del demanio comunale dopo un lungo contenzioso tra Comune e proprietari privati.



E' la cosiddetta pineta “Spallone” che si estende, per 65000 mq. circa, sul crinale E-SE della collina mottolese, molto ben visibile a chi percorre la S.S.100, divisa in due dalla via Gramsci e costeggiata dalla nota strada “Serpentina”. A sud confina con i terriotori delle cripte e della Madonna delle 7 Lampade, luogo in cui ogni anno si svolge la rappresentazione del Presepe Vivente mottolese. Insomma un gran bel posto che ha tanto di natura, di storia e di folklore.

Una pineta piantata dall'ente ecclesiastico circa 60 anni fa, venduta successivamente ad alcuni privati e passata nelle piene disponibilità del demanio comunale circa 10 anni fa a seguito di esproprio.

Un'area strategica che, con un minimo impegno e con un po' di fantasia, avrebbe regalato alla cittadinanza un luogo ancora più magico, dove organizzare eventi di tipo sportivo, naturalistico e folkloristico, insomma qualunque cosa che avrebbe permesso anche un maggior flusso turistico verso la nostra collina, o magari, semplicemente creare un posto nella natura dove grandi e piccini avrebbero potuto trascorrere qualche ora al fresco dei pini mottolesi, utilizzandolo come luogo di aggregazione . Credo fossero queste le intenzioni di chi anni fa decise di sottrarlo ai legittimi proprietari che, probabilmente, avrebbero voluto trasformarlo in un grande centro residenziale.

Tanto, davvero tanto si sarebbe potuto fare, e invece?...




La pineta “Spallone” è divenuta l'emblema del degrado mottolese. Negli ultimi 10 anni si sono verificati due incendi, probabilmente di origine dolosa, che hanno dimezzato la presenza delle piante di Pino e reso l'ambiente più simile ad una campagna abbandonata piuttosto che ad un parco cittadino.

La foto di copertina, “de pini facemmo fiamme” , premiata al concorso di fotografia “Obiettivo su Mottola” quale foto più espressiva del degrado ambientale e fra le più votate dalla giuria popolare, rende bene l'idea di come la cittadinanza mottolese abbia inteso l'abbandono dello “Spallone”.


Dove il fuoco ha risparmiato lo scempio, ci ha pensato l'incuria e l'abbandono a rendere l'ambiente inaccessibile.







Dopo il devastante incendio verificatosi in un pomeriggio bollente dell'estate mottolese dei primi anni 2000, l'Amministrazione comunale ha cercato di porre rimedio con interventi preventivi e di rimboschimento. In verità né gli uni né gli altri hanno portato i risultati attesi. Lo sfalcio delle erbacce operato per diversi anni non ha impedito il propagarsi di un altro incendio nell'estate del 2008 che, tra l'altro, ha distrutto numerosi alberelli, ripiantati durante le annuali feste dell'albero. Ultimamente, forse a causa della crisi economica, la festa dell'albero non ha portato alla pineta “Spallone” neanche una nuova piantina ed oggi si possono notare alcuni alberelli sparsi in un mare di erba alta che quasi li sovrasta.


Secondo il personale del Corpo Forestale dello Stato, in quelle aree dove gli incendi distruggono le pinete, nel corso degli anni avviene un rimboschimento naturale. I semi cadono dalle pigne, germogliano e creano nuove piantine che, crescendo, riportano lo stato dei luoghi a quello precedente.

Cavalcando questa teoria, è facile intuire che lo sfalcio dell'erba operato nel corso degli ultimi anni dagli operai comunali è stato deleterio per il rimboschimento naturale, poiché le giovani piantine sono state tagliate unitamente alle erbacce. E' anche vero, però, che quelle erbacce rappresentano carburante per lo sviluppo degli incendi.

Cosa fare allora?

MottolaCivica presenta una proposta che, a mio avviso, è l'unica perseguibile se davvero si vuole salvare lo “Spallone”.

Bisogna rendere vivo quell'ambiente, al pari del centro cittadino ( in verità anche questo moribondo negli ultimi anni), creando una serie di attività ecocompatibili che riescano, da sole, a tutelare la pineta dagli incendi e dall'abbandono.


Perchè non creare una serie di sentieri in terra battuta?

Se ne potrebbero fare di diversa tipologia, ognuno con un obiettivo preciso. Quindi un percorso botanico, uno per le passeggiate, uno per la corsa, uno per le biciclette, etc...Contemporaneamente si potrebbe rendere la zona accessibile ai mezzi meccanici, per il rimpianto di giovani piantine e successive cure, innaffiandole durante l'estate per esempio.

Allo stesso tempo la zona risulterebbe sempre sorvegliata dagli stessi cittadini e comunque un eventuale incendio non avrebbe la possibilità di espandersi con facilità grazie all'opera di “strade tagliafuoco” che gli stessi sentieri andrebbero a fornire all'ecosistema.

Se pensiamo ai tanti mottolesi che, per fare una sana e salutare corsa a piedi, sono costretti a rischiare la vita andando per le strade limitrofe al centro cittadino sempre trafficate anche da mezzi pesanti, è facile intuire quanto giovamento trarrebbero da una pista in terra battuta al fresco degli alberi e, per di più, sotto casa propria.


Qualcuno si chiederà: e i soldi dove li prendiamo per far tutto ciò?


Bene, intanto cominciamo a guardare un attimo indietro e vediamo come e dove sono stati spesi i soldi pubblici negli ultimi anni a Mottola.

Restando in tema di parchi, corrono voci che, per quei giardinetti costruiti nella piazza ex mercato, siano stati spesi circa 350 mila euro. Se a queste cifre avessero aggiunto qualche spicciolo dei 700 mila euro, quale rimborso della SAD, appare evidente che si sarebbe potuto fare tantissimo per la pineta “Spallone”.

Secondo un parere assolutamente personale, nell'ottica di gestire al meglio la cosa pubblica, è meglio investire qualche spicciolo per sistemare il vecchio, e non spenderne tanti per fare un nuovo, perchè si rischia, e mi sembra il caso dei nostri parchi mottolesi, di ottenere delle opere incompiute dalle quali la popolazione non riesce a trarne profitto.

Così, se è vero che ora nella piazza ex mercato abbiamo qualche alberello in più, con panchine e giostrine, pagata a caro prezzo dai mottolesi, soprattutto in termini di disagi per lo spostamento del mercato settimanale, è anche vero che la pineta “Spallone” versa in condizioni pietose e, più che ad un parco assomiglia ad una terra di nessuno.






Alcuni giovani, durante le ore serali, utilizzano questo posto per radunarsi e bivaccare, ma al mattino son ben visibili i segni lasciati dalla loro incuria e mancanza di rispetto per l'ambiente.




Di certo non addebitabile ai giovani gli altri rifiuti che giacciono nel canale di scolo delle acque piovane, attiguo alla strada e al marciapiedi, come questo “water”.







Tentare di riconsiderare questo posto come un parco da vivere per grandi e piccini significa anche metterlo in sicurezza.

Questi pericolosi tondini di ferro arrugginiti, oltre che un pugno nell'occhio, rappresentano un pericolo per i passanti, specie se bambini.






Sulle pagine del sito ufficiale del Comune di Mottola si legge, fra gli ultimi provvedimenti, una delibera per l'assunzione d'urgenza di operai per la pulizia del verde (delibera). Effettivamente in alcune zone verdi del paese è avvenuto lo sfalcio delle erbacce, ma nella pineta in questione, ancora non si vede alcun intervento di messa in sicurezza.

Ci auguriamo che, tempestivamente si operi qualche intervento per evitare lo sviluppo di ulteriori e dannosi incendi, e nel prossimo futuro si effettuino interventi strutturali che diano la possibilità ai mottolesi di vivere direttamente questo ambiente naturale di grande pregio.


Per MottolaCivica,

Gaetano Leogrande



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ambiente sport rifiuti turismo incendi pineta

permalink | inviato da ecolo il 3/6/2011 alle 16:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Gravina o cimitero di Petruscio?
post pubblicato in spazi pubblici, il 16 dicembre 2010


    Qualche giorno fa è apparso un articolo sul Corriere del Giorno che metteva in risalto gli ottimi risultati raggiunti dal turismo mottolese, per quanto concerne le visite guidate presso le note Cripte e insediamenti rupestri.
    
Nel solo periodo primaverile-estivo sono state prenotate ben 1.188 visiste, secondo i dati forniti dalla locale Pro Loco, quale affidataria della gestione dell’ufficio I.A.T.
    
Gli insediamenti rupestri interessano tutto il territorio a sud di Mottola, dove trovano spazio anche le famose gravine che hanno dato nome al parco naturale di recente istituzione.
Da anni rappresentano una forte attrattiva turistica per il nostro territorio che, spesso, vede il nome di Mottola, in giro per il mondo, legato proprio alle sue cripte e insediamenti rupestri.
    
Da qualche tempo c’è anche il Parco delle Gravine che, dovrebbe servire, da una parte come strumento per preservare questi luoghi dalla mano selvaggia dell’essere umano, e dall’altra come volano per il turismo e l’economia locale. 
A dar man forte a questi presupposti, negli ultimi periodi, ci sono stati cospicui investimenti (si parla di crca 2 milioni di euro), per la ristrutturazione e la messa in opera di strutture idonee alla conservazione dei luoghi, il tutto ad opera del Ministero dei Beni Culturali.
    
Fin qui tutti i presupposti necessari per un progetto ambizioso e di ampio lustro per le nostre zone, sembrano esserci tutti, e anche i numeri di cui sopra sembrano dar ragione ma, effettuando un sopralluogo nelle zone sopracitate, emerge in maniera molto netta un controsenso tra quanto si progetta e quanto si realizza.
In effetti, anche un occhio poco attento, di un visitatore o turista, che accede a queste zone ha la sensazione di trovarsi di fronte un ambiente che con i canoni di un parco o di una zona turistica non ci azzecca poi tanto.
    
Mi riferisco in particolare allo stato dei luoghi che circondano il territorio della Gravina di Petruscio. Non a caso mi sono permesso di sostituire, sarcasticamente, nella foto sopra, il nome gravina con “cimitero”.
    
Le ultime due stagioni estive (2009-2010) hanno visto il proliferare di incendi, di probabile origine dolosa, che hanno deturpato, ancora una volta, un territorio molto ricco di flora e fauna selvaggia. Come recita il cartello d’ingresso, in zona sono state identificate circa 300 specie di piante ed alberi. Solo questo motivo sarebbe bastato per salvaguardare, con ogni mezzo, questo meraviglioso habitat naturale. Invece quello che i nostri occhi vedono oggi, è un ambiente devastato dagli incendi e dall’incuria.
    
Tornando al “cimitero” rupestre, tale nomignolo mi è venuto in mente, osservando i relitti di alberi di pino e macchia mediterranea, bruciati da quasi due anni e che, come testimoniano le foto che seguono, sono ancora lì in “brutta” mostra per tutti i passanti e per le centinaia di turisti che ogni anno visitano la Gravina di Petruscio. Peggior biglietto da visita non si poteva offrire a coloro che, amanti della natura e della storia, si affacciano in questi luoghi incantati.
    
Mottola non ha altri monumenti turistici da salvaguardare, se non questi, per cui proprio non riesco a capire come si possa non esser riusciti a trovare qualche soluzione per ripulire al meglio la zona e renderla più presentabile. 
Non so di chi siano le responsabilità o le competenze, ma di certo un interessamento delle nostre amministrazioni, comunale e provinciale, avrebbe giovato a tutta la comunità.
    
Credo che tutti sanno come il turismo sia un settore in grado di trascinare un’intera economia, specie di un paese come il nostro che, per tanti anni, ha posto le sue basi sull’agricoltura, un settore in fortissima crisi e che solo un turismo d’elitè, attento anche ai prodotti locali, può dar man forte per una rapida ripresa.
    
Ho notato con piacere che, sulla strada che dalla Gravina di Petruscio porta alla zona Casalrotto, vi è una zona in cui è stato attuato un rimboschimento e gli alberelli di pino sono stati potati e curati. Mi sembra un ottimo inizio di bonifica che, spero, si estenda al più presto anche al “cimitero” di Petruscio, tanto da eliminare, quanto prima, questo fastidioso appellattivo, tutto personale, che mi sono permesso di attribuire ad una zona che andrebbe conosciuta meglio anche da tutta la popolazione locale, anche a mezzo di simpatiche iniziative.

Seguono le foto dei “relitti rupestri”…

















    Nella foto che segue, notiamo una porta carraia, chiusa con un semplice filo di ferro, il che non impedisce a qualche malintenzionato, anche solo per semplice dispetto, di accedervi con mezzi meccanici e danneggiare o deturpare.



    In queste ultime foto, invece, finalmente un esempio di ottima gestione del territorio, con un rimboschimento già in atto e soprattutto seguito e curato nel tempo.






Gaetano Leogrande


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. turismo gravina di petruscio incuria

permalink | inviato da ecolo il 16/12/2010 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Sfoglia giugno        agosto