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Buste di plastica illegali: chi sa chi lo sa? Sondaggio fra i negozianti mottolesi
post pubblicato in diario, il 3 gennaio 2011

    Stamattina, lunedì 3 gennaio, faccio una salutare passeggiata e mi viene in mente di continuare quella specie di sondaggio iniziato a fine 2010, con deludenti riscontri, per negozi e negozianti mottolesi a proposito della provvidenziale abolizione delle buste di plastica (ma insomma: copiamo tutto dall’America ma l’abitudine di uscire dai negozi con ricolmi sacchetti di carta proprio no!)

Dunque il tutto si svolge dalla 10 alle 12.30.

Negozio di abiti per l’infanzia
    Vi trovo due ragazze molto giovani: l’Amministrazione comunale non ha inviato alcuna comunicazione e loro non sanno proprio nulla; comunque, utilizzano sia buste di carta sia buste di plastica (ma ne hanno tante). Le informo che da questi giorni le buste di plastica sono illegali e che, mi raccomando, non dovete più acquistarne. Mi ringraziano tanto tanto.

Supermercato
    Mi si presenta un’immagine da idillio: alla cassa una signora anziana con la sua personale borsa della spesa rosso fuoco a pois scintillanti! La cassiera mi risponde che l’Amministrazione comunale non ha inviato alcuna comunicazione ma che comunque lei sa, per mezzo del suo rivenditore delle buste, che dovrà smaltire quelle che ha già e che le prossime dovranno essere ecologiche o di carta: costeranno un po’ di più e, quindi, forse sarà il caso di fare proprio come la signora da poco uscita dal negozio.

Negozio di animali
    La proprietaria sa qualcosa tramite i telegiornali poiché l’Amministrazione comunale non ha inviato alcuna comunicazione; certo bisogna che chi le rivende le buste le presenti il nuovo tipo perché finora non ne ha proprio viste; al negozio non ne usano tantissime perché i prodotti vengono per lo più incartati, ma buono a sapersi, grazie!

Negozio di elettrodomestici
    L’Amministrazione comunale non ha inviato alcuna comunicazione e per il momento hanno buste di plastica riciclabile e non biodegradabile (differenza che non è per nulla chiara); sa che può finire di consumare quelle che ha, sebbene ne utilizza non troppe, ma le ha comprate “per conto suo” e, quindi, gli preciso che le prossime dovranno o essere di altro materiale o di carta.

Supermercato
    
Sanno più di qualcosa per mezzo della catena di distribuzione di cui fanno parte, ma l’Amministrazione comunale non ha inviato alcuna comunicazione. Smaltiranno le buste che già hanno ma sono in attesa di ulteriori direttive poiché questo divieto delle buste di plastica è capitato un po’ all’improvviso in quanto il “Decreto 1000 proroghe” (che nome, ragazzi: da far concorrenza alla Walt Disney!) pochi giorni fa prevedeva di rimandare il tutto al 2012, poi la Prestigiacomo ecc.ecc…
    
Certo, aggiunge il proprietario in tutta confidenza, c’è da stare proprio attenti in questa situazione di non-informazione o di voluta falsa comprensione: dato che le nuove buste costeranno di più, chi le rivende può proporre ai negozianti di comprare quelle ‘vecchie’ poiché costano meno suggerendo di ricorrere alla scusa di dover smaltire le giacenze. E così proprio non va.
    
Conclude con una curiosità: alcuni suoi clienti sanno o hanno capito che da ora, quando fanno la spesa, le buste non dovranno più essere pagate poiché sono quelle di scorta… La gente, è inutile, capisce soltanto ciò che vuole capire e, soprattutto, ciò che è legato ai soldi!

    È stata una mattinata proprio illuminante e penso che lo sia stata anche per alcuni/e negozianti che dal nostro scambio hanno appreso alcune novità: ci vuole proprio poco per fare informazione, facendo e facendo fare semplicemente la propria parte e compiutamente il proprio dovere. Un grazie davvero di cuore a tutti/e i/le negozianti che si sono dimostrati così gentili nel rispondere alle mie domande e a accogliere i miei accorati consigli.

Virginia Mariani


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permalink | inviato da ecolo il 3/1/2011 alle 17:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
In Italia abolite le buste di plastica
post pubblicato in diario, il 2 gennaio 2011

      
Con la fine del 2010 finirà anche il mal costume di far la spesa utilizzando le buste di plastica o le shopper come si usa chiamarle nel linguaggio giornalistico. Un traguardo importante per la natura, per la nostra salute, per i fedeli del riciclo e per gli ambientalisti, raggiunto nel 2006 con il Decreto Legislativo n. 152. 
    
Sarà dura per tanti abituarsi a portare con sé un sacchetto di stoffa o di materiale biodegradabile, meglio ancora se in mater-bi. Sarà divertente fare la spesa muniti di sporte diversissime e colorate. Io ne ho realizzate un paio simpatiche e coloratissime, che custodisco nella mia borsa ben piegate da tirar fuori all’occorrenza. Chissà se anche i grandi stilisti italiani si cimenteranno nella realizzazione di shopper alla moda.

    Curiosando qua e là per scovare i pareri degli addetti ai lavori mi hanno lasciato riflettere le parole di Fabio De Lillo, Assessore all'Ambiente del Comune di Roma: “Accogliamo con entusiasmo la decisione del Consiglio dei Ministri di confermare lo stop all'utilizzo dei sacchetti di plastica dal 1 gennaio 2011, senza ulteriori proroghe. Roma a riguardo si era già attivata e siamo contenti che l'appello del sindaco Alemanno dello scorso 26 settembre, in cui annunciava nel 2011 un'ordinanza contro i sacchetti di plastica, sia stato accolto in pieno dal governo.
La Capitale ha già lanciato iniziative e apposite campagne di sensibilizzazione con la distribuzione gratuita di sacchetti di carta riciclata - aggiunge - L'abolizione delle buste di plastica rappresenta un punto di partenza fondamentale per uno sviluppo realmente sostenibile... Ogni busta di plastica impiega dai 100 ai 1.000 anni per essere completamente smaltita.
Roma Capitale è già al lavoro per dare attuazione alla legge e per definire le modalità per estendere la concertazione a tutte le parti interessate e coinvolte dall'entrata in vigore di questa norma".
(Fonte: Roma today)

    Invece, secondo quanto sostiene la Federdistribuzione, l’abolizione dei sacchetti di plastica sarà problematica per consumatori e imprese, “Condividiamo e abbiamo sempre condiviso gli obiettivi di tutela ambientale che ispirano l’abolizione dei sacchetti di plastica, ma la politica deve metterci a disposizione regole e strumenti per operare al meglio, senza che scelte pur corrette finiscano poi per penalizzare ancora una volta consumatori o imprese” dichiara Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione, l’associazione che raggruppa la maggioranza delle aziende operanti in Italia. (Fonte: Vita)

    Tra le tante riflessioni relative a questo cambiamento importante una in particolare fa capolino tra tutte: ma le attività commerciali del mio paese come si sono organizzate? Il Comune di Mottola cosa ha fatto finora per informare i cittadini dell’abolizione delle buste di plastica?
    
Ecco! Sono queste le circostanze in cui non mi sento italiana, mi sembra di vivere in un Comune extracomunitario, … e inevitabilmente mi sento diversa.

Marisa Fazio


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permalink | inviato da ecolo il 2/1/2011 alle 19:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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