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Cosa compriamo? Cosa mangiamo?
post pubblicato in salute, biodiversità, diritti umani , il 12 maggio 2012
 

L’importanza di leggere l’etichetta. L’importanza dell’etichetta trasparente.

È di qualche giorno fa la notizia dell’accordo extragiudiziale da 3 milioni di dollari siglato dalla controllata Usa e dalla Ferrero nell’ambito di una class action promossa da alcuni consumatori californiani contro una campagna pubblicitaria che definiva “salutare” la Nutella. Tutto è partito da un esposto presentato lo scorso febbraio dalla signora Athena Hohenberg, residente a San Diego e madre di una bimba di quattro anni, che ha denunciato gli spot secondo cui Nutella sarebbe sinonimo di una colazione «equilibrata, gustosa e sana».

http://www.linkiesta.it/class-action-nutella-america#ixzz1ug4H68b33

L’accordo prevede che Ferrero Usa sborserà 4 euro per ogni barattolo di Nutella acquistato tra il 2009 e il gennaio 2012 in California, e nel resto degli Usa dal 2008 al febbraio 2012. Per aderire c’è tempo fino al 5 luglio prossimo, per un massimo di cinque barattoli. Ferrero Usa, inoltre, si è impegnata a rivedere le proprie politiche di marketing, evitando pubblicità a rischio di interpretazioni equivoche.

http://www.linkiesta.it/class-action-nutella-america#ixzz1ug45YeNqq


Un’inchiesta del network statunitense Abc News ha confermato i timori di molti: nei supermercati Usa non tutti i prodotti con la dicitura “100% carne bovina” dicono la verità. O meglio, la dicono solo a metà. In tre quarti della carne macinata statunitense, infatti, ci sono anche percentuali variabili di tendini, cartilagini e altre parti potenzialmente contaminate dalle feci degli animali macellati. Solo il grasso viene quasi completamente rimosso, con appositi metodi di centrifuga.

Si chiama pink slime ed è carne addizionata di Lean finely textured beef, in pratica una poltiglia rosa ottenuta dalla triturazione di ciò che rimane dalla macellazione e disossatura dei capi di bestiame, lavata e disinfettata con ammoniaca (memori dei problemi già avuti in passato da colossi come McDonald’s per i casi di Escherichia coli contratta da decine di suoi clienti) e messa in percentuali variabili nella carne macinata prima di essere surgelata.

In Europa (e in Italia) il problema riguarda soprattutto la carne di pollo, maiale e coniglio perché vige il divieto di consumare midollo osseo dopo la vicenda mucca pazza, ma nel banco frigo abbondano i wuster di pollo, medaglioni e "spinacine" con l'aggiunta di questa poltiglia. Come difendersi? Pretendere un'etichetta trasparente, prendersi più tempo al momento della scelta d'acquisto e cercare di mangiare meno carne scegliendo quella proveniente da allevamenti estensivi e controllati. Oppure incontrare e conoscere direttamente il produttore, il modo più sicuro per evitare spiacevoli sorprese.
http://www.slowfood.it/sloweb/0420b1e81d848bd6ec4d50d483204f9d/polpette-di-scarti-allammoniaca

In conclusione, dunque, un invito: diciamo no al fast food e al junk food!

Virginia Mariani
Marisa Fazio


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permalink | inviato da ecolo il 12/5/2012 alle 19:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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