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mottolacivica il blog mottolese dell'ecologia urbana e sociale
UN FILM GIA' VISTO!
post pubblicato in raccolta rifiuti, il 10 giugno 2012

Ci eravamo lasciati con un'amministrazione, quella guidata da Giovanni Quero, che negli anni aveva dimostrato di essere poco sensibile alle tematiche ambientali, ad una corretta raccolta differenziata in nome del rispetto ambientale e del portafogli dei cittadini, ad un rigore nei confronti della popolazione e delle attività esercenti sul territorio per il rispetto delle leggi dello Stato e dei regolamenti comunali.

In campagna elettorale il tema della raccolta differenziata e del rispetto delle regole l'ha fatta da padrona nei comizi e nei volantini che hanno riempito la nostra collina per oltre un mese. 

Una parte di quel 51% degli elettori che ha votato il dott. Pinto Sindaco ed ha creduto in un cambio di rotta, forse credeva davvero che qualcosa potesse cambiare in questo paese.

E' passato oltre un mese da quel 7 maggio in cui la popolazione mottolese ha scelto di cambiare, ed effettivamente qualcosa è cambiato. Gli attori della politica mottolese prima di tutto e poi i protagonisti della scena principale, ovvero consiglio comunale e Giunta. E fin qui rientra tutto nella norma...Un po' di caos per la spartizione delle "poltrone" ed anche questo ci sta, altrimenti non la chiameremmo ancora politica...

Ma i cittadini, la popolazione, gli elettori, volevano guardare anche un film diverso, una trama diversa, che desse l'impressione di quel cambiamento tanto auspicato.

Invece sembra di assistere, almeno per ora, ad un copione già visto per lunghissimi 10 anni, quantomeno se parliamo di rifiuti e di raccolta differenziata.

 Ricordiamo ancora molto bene l'invito dell'Assessore provinciale Michele Conserva, durante il convegno organizzato da SEL nella sala convegni del comune di Mottola, secondo il quale il nuovo (già vecchio di tre anni) appalto per la raccolta dei rifiuti andava ritirato e rivisto, al fine di incrementare in maniera determinante la frazione di rifiuto differenziabile attraverso un serio programma di raccolta che prevedesse il porta a porta anche della frazione umida. Invito caduto nel vuoto quindi, se si dovesse dar seguito alle voci che si rincorrono in paese, secondo le quali la coop. Avvenire si aggiudicherà la gara d'appalto, essendo stata l'unica a partecipare al bando, e il testo esecutivo risulta essere proprio quello approvato dalla giunta Quero, che prevede, tra le altre cose, la raccolta della frazione umida attraverso ulteriori cassonetti che andranno a togliere altro spazio prezioso per le vie del paese. Non solo, ma un sistema di raccolta di questo tipo, secondo le esperienze di altri comuni, non ha dato i risultati sperati, lasciando ferma la percentuale di frazione differenziata intorno al 20-25%, quindi ben lontana da quei limiti imposti dalla Regione Puglia, che premiano percentuali nell'ordine del 40-50%.

 

Il fatto che ad una gara d'appalto pubblica del valore di circa un milione di euro, in tempi di crisi, partecipi una sola ditta, lascia fiorire più di qualche interrogativo, al quale i nostri governanti dovrebbero rispondere. Primo fra tutti: cosa ha scoraggiato le altre ditte dal presentare una domanda di ammissione?  Le risposte si potrebbero trovare leggendo il testo della gara che, come anzidetto, prevede un piano di raccolta non adeguato ai tempi e alle disposizioni della Regione Puglia?

Ci si augurava che la tanto discussa ordinanza nr.34 diventasse esecutiva, imponendo alle attività commerciali limitazioni e divieti per il conferimento dei rifiuti nei cassonetti dell'indifferenziato.

Invece, come mostrano le immagini scattate appena qualche sera fa, tutto appare come prima. E la mattina risulta così assordante quel tintinnio delle bottiglie di vetro che, dai cassonetti piazzati nei pressi di bar, ristoranti e pizzerie, finiscono nei compattatori dell'indifferenziato, il tutto rigorosamente "nascosto" nei soliti bustoni neri, che andrebbero messi al bando dalla vendita e produzione, poichè di un sacchetto dei rifiuti deve essere visibile il contenuto, per evitare che al loro interno si celino materiali differenziabili, ma anche e soprattutto rifiuti speciali o pericolosi.

 

 

  

 

 

La delusione comincia ad essere palpabile, anche se è passato appena un mese dall'insediamento della nuova giunta, pertanto ci si augura davvero che, nei prossimi giorni, i fatti smentiscano queste parole e che davvero si inizi a fare quello che si è promesso in campagna elettorale. Non vorremmo trovarci ad anno nuovo con un aumento considerevole delle tasse sui rifiuti, magari addossando, secondo le regole della vecchia politica, le responsabilità alle precedenti amministrazioni, poichè ancora oggi si può fare molto.

Probabilmente e verosimilmente si dovranno rivolgere maggiori fiducie verso la societa' Ricrea srl, con il volenteroso e mottolese Ing. Pierpaolo Nunzio a rappresentarla qui in loco, nel cui progetto si legge a chiare lettere un vero programma di raccolta differenziata a porta a porta, capace di portare a casa seri risultati con incrementi delle percentuali di rifiuto differenziato. 

Si può leggere una prima infarinatura al seguente link del blog di MottolaCivica:

http://mottolacivica.ilcannocchiale.it/2012/05/14/mottola_partecipa_a_un_bando_r.html

Per MottolaCivica,

Gaetano Leogrande

Ma...
post pubblicato in diario, il 17 gennaio 2012
 ... a parte quella che è diventata ordinaria amministrazione,



perchè oggi, martedì, ovunque c'era questo?





E perchè abbiamo alcuni cassonetti di un altro Comune? (a voi scoprire quale)




Ecolo

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permalink | inviato da ecolo il 17/1/2012 alle 17:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
IL CASSONETTO DEI RIFIUTI: APERTO O CHIUSO?
post pubblicato in raccolta rifiuti, il 23 novembre 2010
    Il cassonetto dei rifiuti è stato, da sempre e da tutti, visto come un nemico, un bruto da cui star lontano, giusto il tempo di lasciar dentro il nostro sacchetto pieno di rifiuti e via. Che orrore passarci vicino, specie nei periodi estivi, quando emana odori “malefici” di materiale in fermentazione o putrefazione. 
    
Nessuno lo vuole vicino la propria abitazione, sotto il proprio balcone e spesso non si sa proprio dove piazzarlo.

Eppure questa “creatura” tanto disprezzata riveste un ruolo di fondamentale importanza per la salubrità degli ambienti cittadini. Infatti , esso nasce per raccogliere tutti i rifiuti della popolazione per il tempo necessario, fino a quando gli autocompattatori non li portano in discarica. 
    
Si provi ad immaginare una città senza cassonetti, con i sacchetti raggruppati per terra tra le strade cittadine. Sarebbe di certo un pugno nell’occhio per chi osserva, un aerosol maleodorante per chi ci passa vicino e, di certo, un valido veicolo per il proliferare di germi, batteri e virus dannosi per la salute umana.

    Ci sono tanti tipi di cassonetti, diversi per colori, a seconda del materiale che dovrebbero contenere, diversi per conformazione e per i materiali di cui sono fatti, ma in genere ogni cassonetto è dotato di un cassone sostenuto da ruote per renderlo mobile e da un coperchio che, a seconda dei modelli, può avere un’apertura manuale o semiautomatica. Nel corso degli anni i modelli si sono evoluti, ma il suo ruolo è rimasto sempre quello, cercare di contenere e conservare nel migliore dei modi, per il tempo strettamente necessario i nostri rifiuti “puzzolenti”.

    Va da sè, che per assolvere al meglio alla propria funzione, un cassonetto deve essere efficiente, integro e funzionante. Altrimenti cominciano i problemi… Un cassonetto che non funziona verrà visto dalla popolazione in maniera ancora più brutale, quindi il cittadino medio avrà con esso un rapporto ancora più conflittuale. Magari deciderà di lasciare il sacchetto per terra se il coperchio non si apre, oppure se il coperchio è perennemente aperto si divertirà a giocare a pallacanestro. Meglio la seconda ipotesi verrebbe da dire. Potrebbe diventare anche un gioco “andar a gettare l’immondizia”...Certo, ma siamo sicuri che questo gioco non porti altri effetti collaterali?
    
Un cassonetto senza coperchio non è più lui, non assolve più alla funzione di contenere il rifiuto e i suoi cattivi odori. Quindi è un po’ come tornare con i rifiuti accumulati per terra.
    
Se facciamo un giro per le strade di Mottola, ci accorgiamo immediatamente di due anomalie. La prima riguarda la molteplice varietà di cassonetti per contenere la frazione umida. Si va da quelli completamente in metallo posizionati oltre quindici anni fa,


poi a quelli in metallo con i coperchi azzurri in plastica di circa 10 anni fa,



per finire con quelli verdi, interamente costruiti in plastica, posizionati circa 5 anni fa.



    La seconda anomalia, e forse la più importante sta nel fatto che circa il 50% dei cassonetti presenti sul territorio, siano essi della prima serie o dell’ultima, risultano perennemente aperti. Addirittura nelle ultime due versioni, nonostante siano tecnologicamente più pratici e utilizzabili dall’utente, il coperchio risulta divelto in tutte le ore del giorno e 365 giorni all’anno. 
    
Quindi si può affermare che, almeno il 50% dei cassonetti mottolesi, non assolve alla sua funzione, con tutti i disagi che abbiamo elencato sopra.

    Inoltre, se pensiamo anche alle nostre tasche o a quelle del nostro Comune, notiamo che un cassonetto aperto raccoglie anche le acque piovane, specie durante il periodo invernale. Il chè significa che quell’acqua finisce negli autocompattatori e quindi in discarica gravando sui costi di conferimento. Dato che i rifiuti in discarica si pagano in base al peso, anche l’acqua piovana che viene raccolta nei cassonetti viene alla fine pagata dai contribuenti.

    Secondo fonti ufficiali dell’assessorato all’ambiente del Comune di Mottola, pare, che la nuova ditta che appalterà il servizio di raccolta rifiuti a Mottola acquisterà 200 nuovi cassonetti che andranno a sostituire quelli delle serie più datate.

    Ci auguriamo che questi cassonetti siano costruiti in maniera tale da non essere manomessi da coloro che amano giocare a pallacanestro con i sacchetti.
    Nel frattempo chiediamo a chi di dovere di chiudere i coperchi e alla cittadinanza di tenerli chiusi guardando anche al proprio portafogli.

Di seguito alcune foto che testimoniano quanto detto fin qui.







Gaetano Leogrande


... non è un motivo in più per passare a un vero "a porta a porta" che ci offrirebbe, inoltre, la possibilità di avere un numero maggiore di parcheggi?

Ecolo

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permalink | inviato da ecolo il 23/11/2010 alle 11:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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