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mottolacivica il blog mottolese dell'ecologia urbana e sociale
Presentazione libro "Venditori di fumo"
post pubblicato in salute, biodiversità, diritti umani , il 3 gennaio 2015

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In-formiamoci con ... : la dott. Daniela Spera.
post pubblicato in diario, il 29 novembre 2014
           
 
Giovedì 27 novembre, seconda iniziativa dell'IC "Manzoni" con il CEA di Mottola per la SERR '14.

"Ringrazio davvero per questa occasione" ha detto la Spera. "Questo mostro va chiuso senza se e senza ma. A Taranto occorre un modello economico diverso!" ha aggiunto parlando dell'ILVA e fornendo dettagli su leggi, processi, persone compreso il fatto che se ora si parla anche di Tempa Rossa è grazie all'iniziativa delle associazioni e dei/lle cittadini/e. E adesso anche di giovani studenti che stanno portando avanti il progetto di "Taranto spartana".
A conclusione dell'incontro, dopo che il CEA le ha donato un portacandele frutto del recupero creativo di una scatoletta di tonno, ha detto che durante la conferenza-dibattito per lei è stata molto significativa anche la testimonianza di un ex-operaio che, settantaquattrenne, si considera 'miracolato' e che ci ha raccontato anche la sua esperienza a Metz (Francia), ex capitale della Lorena mineraria dove oggi sorge un centro museale.

Dunque, la Spera è una novella Alice nel paese dei veleni che continua a meravigliarsi e, attraverso il racconto di sé e della 'sua' Taranto, a farci sbalordire sul come si possano svendere persone, salute, ambiente per il profitto personale di pochissimi con l'illusione del progresso e del benessere per tutti/e. Una piccolagrande donna dolce e forte al tempo stesso, preparata, comunicativa, determinata, coraggiosa, ... 'd'acciaio'!
 
Durante l'incontro c'era un posto occupato.

 

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Sta arrivando!
post pubblicato in buone notizie, il 22 novembre 2014

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Eravamo più di 7000!
post pubblicato in salute, biodiversità, diritti umani , il 10 aprile 2014

La marcia per la salute e l'ambiente

            http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/ambiente/notizie_1397059037.htm


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Incontro con la Spera
post pubblicato in salute, biodiversità, diritti umani , il 10 dicembre 2013
Il giorno 25 novembre 2013 tutte le terze della scuola media “A. Manzoni” sono andate nell’auditorium alle ore 10.15 per l’incontro con la dottoressa Daniela Spera, protagonista del libro “Veleno”, che parla dell’inquinamento di Taranto a causa dell’ILVA. L’incontro è iniziato con l’introduzione del preside Mario De Pasquale, che ha detto che spera che le prossime generazioni non abbiano i problemi di inquinamento che interessano oggi noi. Poi la parola è stata data a Daniela Spera che ha detto che il problema di Taranto deve coinvolgerci tutti anche solo per solidarietà e che le manifestazioni che i tarantini stanno facendo adesso non sono solo per Taranto, per cui ormai è tardi, ma per evitare che il tutto accada in altri paesi. “La conoscenza è il primo passo per evitare che questa cosa accada anche a voi”, dice la dottoressa , aggiungendo che dobbiamo far sì che questa situazione migliori anche e soprattutto per i nostri figli. Inoltre Daniela Spera ci ha fatto presente che per il fatto che Taranto è immersa nelle sostanze tossiche i tarantini si lamentano ma non si ribellano, perché hanno paura di perdere i posti di lavoro, così accettano di morire per lavorare, anche se i lavoratori stessi sono i primi che si ammalano e muoiono. La dottoressa stessa ha avuto l’opportunità di parlare con operai che, anche se sono già ammalati e hanno fatto dei cicli di cure, continuano a lavorare all’ILVA. Nel libro ci sono testimonianze di operai, anche ammalati, e di bambini, che hanno colpa peressere nelle condizioni in cui si trovano. La dottoressa Spera ci ha raccontato che, pur essendo lei di San Giorgio, ha studiato al liceo scientifico “Battaglini” di Taranto, all’università di Pisa e ha vissuto, dopo aver conseguito la laurea in Chimica e Farmacia, a Parigi, dove lavorava come ricercatrice. Dopo un po’ di anni è tornata a Taranto e ha trovato una città distrutta dall’ILVA. Ha anche aggiunto che , pur essendo giovani, dobbiamo capire già da ora cos’è un impegno civile. Subito dopo abbiamo iniziato a fare le domande, e la prima è stata della professoressa Mariani, che ha chiesto:”Ma a Mottola siamo immuni o anche noi abbiamo respirato e respiriamo aria nociva?”. La risposta è stata:”Ci sono sicuramente paesi più esposti rispetto a Mottola, ma l’inquinamento dell’E312, che è il camino più alto dell’ILVA, ha emesso della sostanza nocive oltre i venti chilometri di distanza, che sono state trasportate dai venti, quindi nessun paese della provincia di Taranto è immune. È stato anche fatto uno studio scientifico secondo il quale anche il DNA viene modificato dall’aria inquinata dell’ILVA. In pratica si possono trasmettere ai figli patologie che in condizioni normali non si sarebbero potute trasmettere”. La dottoressa ci ha anche detto che la sua laurea l’ha aiutata a capire i danni che provoca l’ILVA, perché le diossine non sono biodegradabili, quindi fare una legge per ridurre le emissioni è  inutile, perché anche il poco che si continua a emettere si accumula con il resto. Abbiamo scoperto grazie a lei che l’ILVA è grande due volte e mezzo Taranto e che ha oltre duecentocinquanta camini; questo molti tarantini non lo sanno, quindi c’è una forte e pericolosa disinformazione. Alla domanda “Perché ci si è accorti solo ora del problema?” la risposta è stata semplice e immediata:”Perché tante cose sono state nascoste”. la domanda principale è stata:”E come si risolve, poi, il problema del lavoro?”, anche qui la risposta è stata breve e concisa:”I politici devono creare delle alternative, anche perché molti operai lavorano all’ILVA proprio perché non ci sono alternative”. Dopo di che ha preso la parola di nuovo il preside, prima di andare via, che ha detto che non si vuole distruggere l’ILVA perché poi l’Italia sarebbe costretta a comprare l’acciaio dall’estero, con un conseguente aumento dei prezzi degli elettrodomestici, e ci sarebbe uno sbalzo per quanto riguarda l’economia. Ha concluso dicendo che al posto dell’ILVA si potrebbe costruire un’attrazione turistica per riavviare l’economia e chiedendoci cosa ne pensiamo noi, poi ci ha lasciati. Inoltre abbiamo capito che l’ILVA si chiama così da quando è stata privatizzata; quando era nazionale si chiamava Italsider. L’intervento più apprezzato dalla platea è stato:”Se l’ILVA dovesse chiudere noi, invece di morire di tumore, moriremmo di fame”. La dottoressa ha risposto con prontezza:”In Europa ci sono altre aziende che producono acciaio, che sono, però più piccole e che hanno da quando sono nate le migliori tecnologie, ecco perché in un altro Stato l’ILVA non sarebbe mai nata. Quindi che si costruiscano industrie più piccole e con le migliori tecnologie, così non si muore né di tumore né di fame. O che si faccia come in Giappone, dove il fumo viene neutralizzato. Resta sempre la  vita imparagonabile a qualunque somma di denaro”. Il ragazzo che ha fatto le ultima due domande ha detto:”Ormai l’inquinamento c’è, quindi chiudere l’ILVA sarebbe solo un altro problema”. La dottoressa Spera ha controbattuto:”Tu sai cos’è una bonifica? In qualunque Paese del mondo non si fanno bonifiche con la fonte inquinante ancora accesa, sarebbe solo uno spreco di soldi”. Il ragazzo, non soddisfatto, ha fatto, allora un’ultima domanda:”Secondo me l’ILVA non dovrebbe chiudere, secondo lei?”, Daniela Spera ha espresso il suo parere:”L’ILVA non è eterna, prima o poi chiuderà, per un motivo o per un altro. Le alternative vanno create perché un domani gli operai potrebbero trovarsi improvvisamente senza lavoro e sarebbe peggio”. A questo punto il microfono non funzionava più molto bene e la nostra professoressa di Lettere Virginia Mariani ha concluso dicendo che è stata demoralizzata dai nostri interventi, perché abbiamo fatto capire che preferiamo morire di tumore e ha detto:”Il futuro sono i green jobs, è su questo che bisogna puntare”. Le ultime parole di Daniela Spera sono state:”Tutte le domande sono state interessanti, vorrei continuare con voi questo percorso e questo colloquio. vi ringrazio per l’attenzione”. L’incontro si è concluso alle 12.15, quando la professoressa Mariani ha regalato una piantina rosa alla dottoressa Spera e una, identica, alla scuola, come ricordo della giornata. Io penso che questo incontro è stato molto interessante e utile. Non sono stata d’accordo su molte affermazioni degli altri ragazzi, tipo sul fatto che l’ILVA non dovrebbe chiudere per non morire di fame. Inoltre ho notato che molti alunni sono stati molto scontrosi e aggressivi nel rivolgere le domande alla dottoressa, che invece è stata molto paziente. Io penso che l’ILVA dovrebbe chiudere perché è causa di morta, anche di bambini innocenti. Se la Germania ha bonificato la Ruhr rendendola meta turistica, noi possiamo fare lo stesso con l’ILVA. In generale io credo che l’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Svezia, che ha un’economia molto florida e che non è inquinata, infatti è al terzo posto della classifica mondiale dei Paesi con condizioni di vita migliori.
III F I.C. "Manzoni"

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MottolaCivica per Taranto
post pubblicato in iniziative, il 16 marzo 2013

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ILVA: un commento.
post pubblicato in salute, biodiversità, diritti umani , il 17 dicembre 2012

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A proposito di ILVA... e dintorni
post pubblicato in salute, biodiversità, diritti umani , il 28 novembre 2012
...
Le situazioni sono in continua evoluzione. La cosa certa è che la magistratura va avanti e sta seguendo tutti i tentacoli del sistema ILVA...
Sono le scelte del governo che probabilmente riserveranno grosse sorprese. Le ultime "minacce" dei Riva penso che abbiano sortito l'effetto sperato. Taranto non è stata quasi mai considerata ed i lavoratori sono sempre stati invisibili, e per lavoratori intendo sia quelli dell'agricoltura che quelli dell'industria. Oggi, dopo aver cancellato l'agricoltura, è rimasta l'industria agonizzante ed improvvisamente ci si rende conto che Taranto riveste un ruolo centrale, determinante per il futuro
dell'Italia e degli italiani. Come al solito, a mio avviso, al centro ci sono i mercati e i profitti di pochi. Sicuramente la priorità non è riservata ai lavoratori, ai cittadini e al loro futuro. Ma questi ultimi saranno determinanti per il cambiamento e lo stanno dimostrando ampiamente.

...

E' stato aperto il canale youtube GLAM FCEI dove ci sono i video sul seminario organizzato a Roma "Vivere nei debiti". Di seguito il link alla prima parte del primo intervento

http://www.youtube.com/watch?v=0_26Qk3YF68&feature=plcp

Dott. Emanuele De Gasperis (medico veterinario)



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Corteo di solidarietà
post pubblicato in iniziative, il 3 ottobre 2012

CORTEO VENERDI' SERA
Alle ore 19.15 di venerdì prossimo (5 ottobre), con partenza dal piazzale dell'Arsenale (via Di Palma, Taranto), inizia il corteo con fiaccolata per sostenere la magistratura che sta avviando lo spegnimento degli impianti dell'Ilva posti sotto sequestro.

CONFERENZA STAMPA GIOVEDI' MATTINA
Si invitano i giornalisti alla conferenza stampa che si tiene
giovedì 4 ottobre alle ore 11 nella libreria Gilgamesh a Taranto in via Oberdan 45.


Partecipano

Rosella Balestra, Donne per Taranto
Fabio Matacchiera, Fondo Antidiossina Taranto Onlus
Alessandro Marescotti, PeaceLink
Fabio Millarte, Wwf Taranto



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Conversione e case biocompatibili
post pubblicato in buone notizie, il 24 settembre 2012
 http://www.corrieredelgiorno.com/2012/09/20/di-calce-e-canapa-la-casa-biocompatibile-58750/

E se anche l'ILVA, come la Ruhr in Germania, si convertisse?

Ecolo

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