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mottolacivica il blog mottolese dell'ecologia urbana e sociale
Una "vecchia" scoperta
post pubblicato in idee e consigli, il 29 dicembre 2010

     
Come abbiamo avuto modo di scrivere in un altro post, il Natale e queste feste in generale sono le feste dei/lle bambini/e: sorprese, regali, dolci e tante coccole (con chissà quali spese, ma non bisogna fargli mancare nulla!).
Però, appunto, mi chiedo quanto veramente vogliamo bene loro, genitori nonni amici.
Può sembrare assurdo ma, secondo me, se gli vogliamo bene non agiamo assolutamente di conseguenza: quante mamme e papà portano o prendono da scuola i propri pargoletti e li siedono sui sedili posteriori? e il seggiolino previsto dalla legge? Quanti leggono le etichette di ciò che gli dànno da mangiare? E quanti, quando buttano i rifiuti, pensano a quale ambiente gli stanno lasciando in eredità?
    È evidente che il pianeta Terra è soffocato dalla plastica (ci pensate se oltre alle buste non usassimo più, per esempio, le penne di plastica e ritornassimo alla penna personale, quella a cui cambiare soltanto ‘l’anima’?), tanto che i poveri delfini e le ignare tartarughe scambiano le buste per meduse e mangiandole soffocano, tanto che in pieno Oceano Pacifico le correnti marine sono riuscite a assemblare una vera e propria isola di oggetti in plastica abbandonati nei fiumi e in mare. (http://it.wikipedia.org/wiki/Pacific_Trash_Vortex )

    Anche per questo sono mesi che mi aggiro fra siti internet alla scoperta di nuove "tecnologie" di uso quotidiano e cosa ho scoperto? Che è possibile non usare più i moderni pannolini e gli assorbenti, che la natura smaltisce in non meno di 400 anni. Certo ora c'è l'inceneritore (non chiamiamolo termovalorizzatore!) che li elimina in pochi secondi, ma con emissioni dannosissime di micropolveri e diossina!
Mi sento davvero indignata per il fatto che i mezzi tradizionali di comunicazione ci tengono all’oscuro di tale progresso (che paradossalmente ci portano indietro nel tempo) a favore degli ormai non troppo oscuri meccanismi dell’economia che ci vuole soltanto consumatori ignoranti
schiavi dell'usa e getta. (sapete quanto si può arrivare a spendere di pannolini? 2000 euro! Con quelli lavabili poco più di 500 euro!)

    Per questo vi segnalo alcuni siti per approfondire l'argomento. La mia speranza è che piano piano saremo in tanti a buttare meno rifiuti e... meno denaro!
Vi auguro un buon anno per una nuova consapevolezza e un rinnovato impegno!


http://www.bellicomeilsole.it/a_2_IT_1_1.html 

http://www.gasbo.it/schedeprodotti/pannolinilavabili.html

http://www.nonsolociripa.it/

http://www.vestirebio.it/?page_id=23

http://www.nonsolociripa.it/?option=com_content&view=article&id=198%3Acoppette-mestruali&catid=98&Itemid=77


http://www.ecobaby.it/shop/default/


 

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Nucleare: a chi conviene?
post pubblicato in idee e consigli, il 26 dicembre 2010

Ciao!
Lo so che siete intenti/e a festeggiare, ma per caso avete avuto modo di dire la vostra nel forum per l'energia nucleare?
Io, sinceramente, non so come considerarla questa iniziativa... non vorrei che fosse un modo subliminale per convincerci che il nucleare è una buona e intelligente scelta.
Comunque, oltre che invitarvi a visitare il sito 
www.forumnucleare.it,  vi consiglio un libro.

Ecolo

Cosa significherebbe per l'Italia investire sull'energia atomica anziché su fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico? Sappiamo che il nucleare: utilizza come combustibile l'uranio, una risorsa che va comunque acquisita sul mercato estero, scarsa e perciò destinata a divenire sempre più costosa e oggetto di competizione internazionale; utilizza una tecnologia complessa che non mette al riparo da rischi sanitari neppure nel normale funzionamento di una centrale; non ha risolto il problema delle scorie radioattive, lasciando quindi aperti gravi problemi per il futuro; presenta costi di produzione del kWh elettrico difficilmente definibili e comunque superiori rispetto ad altre fonti energetiche realmente pulite e rinnovabili. Il libro propone un'analisi sul tema avvalendosi di dati reali e documentati provenienti da fonti internazionali.

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28 dicembre: presidio per l'acqua pubblica
post pubblicato in iniziative, il 26 dicembre 2010
 

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Il Natale e il Mondo
post pubblicato in idee e consigli, il 24 dicembre 2010
Domani sarà Natale, "la festa dei bambini" come si dice.
Ma, oltre che festeggiarli con regali e regaloni, ne abbiamo veramente cura?
Quella che segue è la recensione di un libro molto interessante da donare o donarsi in queste feste.
Ecolo

    “Il mondo secondo Monsanto” è questo il titolo dell’ultimo libro inchiesta scritto da Marie – Monique Robin tradotto in 13 lingue (editrice arianna, costo € 16.00; anche in versione e-book)

    Ma chi è Monsanto? E’ una multinazionale, fondata nel 1901 nel Missouri, produttrice di biotecnologie agrarie e attualmente produttrice di sementi transgeniche. Conosciuta nel Mondo come leader nella produzione di pesticidi altamente tossici immessi sul mercato nell’ultimo secolo, tra questi è noto l’agente Arancio, erbicida tossico usato durante la guerra in Vietnam che provoca effetti dannosi all’ambiente e all’uomo, poi ancora, l’erbicida Roundup falsamente pubblicizzato come biodegradabile e l’rBCH, l’ormone bovino della crescita.

    Il libro della scrittrice francese documenta quanto il Roundup sia nocivo e altamente tossico tanto che sui terreni, dove viene utilizzato, distrugge qualsiasi forma di vita e Monsanto per assicurarsi le vendite di questo prodotto ha dovuto brevettare OGM resistenti al Roundup. Per questo, negli Stati Uniti, i terreni coltivati e sottoposti, negli anni, a trattamenti chimici con i pesticidi Monsanto hanno risentito degli effetti nocivi di tali prodotti ed oggi gli agricoltori sono costretti a sottoscrivere 2 contratti con la famosa multinazionale, con uno si impegnano all’acquisto del Roundup e con l’altro all’acquisto di semi OGM resistenti a tale pesticida.

Lo stesso problema si vive in India, dove molti agricoltori che hanno rapporti con la multinazionale Monsanto, non avendo altra scelta, sono finiti nelle mani degli usurai, perchè il seme di cotone transgenico costa caro e quindi sono costretti ad indebitarsi in quanto anche i loro terreni hanno subìto, negli anni, gli effetti dannosissimi dei pesticidi. L’allarme, inoltre, arriva anche dagli allevamenti, che si nutrono di soia transgenica resistente al Roundup, da cui proviene la carne che mangiamo. L’unico Paese in cui questo pericolosissimo pesticida è proibito è la Danimarca. La Monsanto negli ultimi anni cerca di distogliere l’attenzione da questi gravosi problemi ambientali e visitando il sito ufficiale si mostra come il “paladino” che con gli OGM sconfiggerà la fame nel Mondo, ma in realtà il suo unico interesse è quello di non perdere la preminenza mondiale sulla vendita dei pesticidi.

    Tutto è contaminato dai pesticidi e dagli OGM e “i bambini sono le prime vittime in quanto la loro capacità di espulsione dei residui tossici è ridotta considerando che ingeriscono quantità proporzionalmente maggiori al loro peso corporeo rispetto ad un adulto”.

    Un antico proverbio recita “ una mela al giorno toglie il medico di torno”: visto che nessun governo protegge i consumatori per ora dobbiamo solo augurarci che nel ciclo produttivo non vengano utilizzati sementi transgeniche e pesticidi altamente tossici.

Marisa Fazio


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Come riclare gli incarti
post pubblicato in raccolta rifiuti, il 23 dicembre 2010


    Questo è un angolo della carta che avvolge affettati e formaggi quando andiamo a fare la spesa...
Da anni io, di mia spontanea volontà, faccio una cosa per la quale probabilmente sono stata presa per folle.
Guardate cosa ho scoperto, leggendo attentamente l'incarto:



Dunque si fa! Si deve fare!
Prendiamolo anche come un gioco, ma separiamo e differenziamo.
    Il mio invito, poi, è sempre lo stesso: leggiamo con cura tutte le scritte e i simboli che sono presenti sulle confezioni (fazzoletti di carta, pasta, biscotti, cioccolatini...) ricordando che se nei triangolini c'è un numero da 1 a 6 quell'incarto è riciclabile
    Per concludere: ho l'impressione che non tutti gli esercizi commerciali di Mottola ne sono al corrente, ma dal 1°gennaio 2011 non si dovranno utilizzare più i sacchetti di plastica. Ci siamo attrezzati con la cara vecchia sporta della spesa? In alcuni supermercati ce ne sono di tutti i prezzi (anche da 30 centesimi!) e per tutti i gusti: non ci sono proprio scuse!
Diffondete il verbo!

Virginia Mariani

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Differenziamo per le piante o... sulle piante?
post pubblicato in raccolta rifiuti, il 21 dicembre 2010

     "La raccolta differenziata fa bene all'ambiente!"
 L'abbiamo sentita decine e decine di volte questa frase, che accosta la raccolta dei rifiuti alla tutela del nostro ambiente naturale.
Probabilmente qualcuno, però, ha inteso questo binomio (rifiuti-ambiente) troppo stretto, pensando addirittura che la raccolta differenziata si fa sull'ambiente. 
    Sinceramente non riesco a trovare una giustificazione diversa per quanto hanno visto oggi i miei occhi, alla vigilia delle festività natalizie, in un punto panoramico di Viale Turi.
La foto che segue mostra un sacchetto di rifiuti riciclabili su di un albero di pino, nella nostra Pineta di Via Gramsci. Il tutto ben visibile attraversando Viale Turi, sulla cosiddetta "passeggiata".

                             

Ancora una volta siamo a denunciare il degrado in cui versa un "vero" parco cittadino che, per la posizione che occupa rispetto al centro del paese, avrebbe dovuto ricevere attenzioni ben diverse da quelli attuali.
Da oltre cinquant'anni, epoca in cui fu piantata,  la Pineta di Via Gramsci non ha subito alcun miglioramento e/o integrazione con il resto del paese. A farla da padrona sono stati gli incendi che si sono succeduti negli anni e che hanno decimato il numero di piante e incuria permanente. 
    Dopo alcuni anni di contenzioso tra privati e Comune, finalmente, da qualche anno, la Pineta di Via Gramsci è sotto la gestione e tutela del Comune di Mottola, ma ben poco si è visto, tranne qualche sflacio d'erba durante i mesi estivi. Invece, un patriomonio naturalistico di quella portata, a due passi da casa necessiterebbe di interventi ben più sostanziosi che avvicinassero il cittadino alla tutela e al rispetto del verde pubblico, poichè diventerebbe interesse proprio avere un Parco proprio sotto casa. Si può pensare alla tracciatura di percorsi da fare a piedi, in bici, o ancor meglio con  passeggini e tricicoli. Dare la possibilità ai bambini di vivere la natura in casa, senza il bisogno  di fare Kilometri per respirare una boccata d'aria pura.
Magari, anche predisponendo dei cassonetti per la raccolta differenziata, facendo intendere che il riciclo si fa per le piante e non sulle piante.

Gaetano Leogrande


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Lavanderia en plain air
post pubblicato in raccolta rifiuti, il 20 dicembre 2010
 ... per chi non teme le temperature rigide!
Ringraziamo Virginia Mariani.
Ecolo



Sabato 18 dicembre 2010 mattina sotto alla Rotonda.

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Gravina o cimitero di Petruscio?
post pubblicato in spazi pubblici, il 16 dicembre 2010


    Qualche giorno fa è apparso un articolo sul Corriere del Giorno che metteva in risalto gli ottimi risultati raggiunti dal turismo mottolese, per quanto concerne le visite guidate presso le note Cripte e insediamenti rupestri.
    
Nel solo periodo primaverile-estivo sono state prenotate ben 1.188 visiste, secondo i dati forniti dalla locale Pro Loco, quale affidataria della gestione dell’ufficio I.A.T.
    
Gli insediamenti rupestri interessano tutto il territorio a sud di Mottola, dove trovano spazio anche le famose gravine che hanno dato nome al parco naturale di recente istituzione.
Da anni rappresentano una forte attrattiva turistica per il nostro territorio che, spesso, vede il nome di Mottola, in giro per il mondo, legato proprio alle sue cripte e insediamenti rupestri.
    
Da qualche tempo c’è anche il Parco delle Gravine che, dovrebbe servire, da una parte come strumento per preservare questi luoghi dalla mano selvaggia dell’essere umano, e dall’altra come volano per il turismo e l’economia locale. 
A dar man forte a questi presupposti, negli ultimi periodi, ci sono stati cospicui investimenti (si parla di crca 2 milioni di euro), per la ristrutturazione e la messa in opera di strutture idonee alla conservazione dei luoghi, il tutto ad opera del Ministero dei Beni Culturali.
    
Fin qui tutti i presupposti necessari per un progetto ambizioso e di ampio lustro per le nostre zone, sembrano esserci tutti, e anche i numeri di cui sopra sembrano dar ragione ma, effettuando un sopralluogo nelle zone sopracitate, emerge in maniera molto netta un controsenso tra quanto si progetta e quanto si realizza.
In effetti, anche un occhio poco attento, di un visitatore o turista, che accede a queste zone ha la sensazione di trovarsi di fronte un ambiente che con i canoni di un parco o di una zona turistica non ci azzecca poi tanto.
    
Mi riferisco in particolare allo stato dei luoghi che circondano il territorio della Gravina di Petruscio. Non a caso mi sono permesso di sostituire, sarcasticamente, nella foto sopra, il nome gravina con “cimitero”.
    
Le ultime due stagioni estive (2009-2010) hanno visto il proliferare di incendi, di probabile origine dolosa, che hanno deturpato, ancora una volta, un territorio molto ricco di flora e fauna selvaggia. Come recita il cartello d’ingresso, in zona sono state identificate circa 300 specie di piante ed alberi. Solo questo motivo sarebbe bastato per salvaguardare, con ogni mezzo, questo meraviglioso habitat naturale. Invece quello che i nostri occhi vedono oggi, è un ambiente devastato dagli incendi e dall’incuria.
    
Tornando al “cimitero” rupestre, tale nomignolo mi è venuto in mente, osservando i relitti di alberi di pino e macchia mediterranea, bruciati da quasi due anni e che, come testimoniano le foto che seguono, sono ancora lì in “brutta” mostra per tutti i passanti e per le centinaia di turisti che ogni anno visitano la Gravina di Petruscio. Peggior biglietto da visita non si poteva offrire a coloro che, amanti della natura e della storia, si affacciano in questi luoghi incantati.
    
Mottola non ha altri monumenti turistici da salvaguardare, se non questi, per cui proprio non riesco a capire come si possa non esser riusciti a trovare qualche soluzione per ripulire al meglio la zona e renderla più presentabile. 
Non so di chi siano le responsabilità o le competenze, ma di certo un interessamento delle nostre amministrazioni, comunale e provinciale, avrebbe giovato a tutta la comunità.
    
Credo che tutti sanno come il turismo sia un settore in grado di trascinare un’intera economia, specie di un paese come il nostro che, per tanti anni, ha posto le sue basi sull’agricoltura, un settore in fortissima crisi e che solo un turismo d’elitè, attento anche ai prodotti locali, può dar man forte per una rapida ripresa.
    
Ho notato con piacere che, sulla strada che dalla Gravina di Petruscio porta alla zona Casalrotto, vi è una zona in cui è stato attuato un rimboschimento e gli alberelli di pino sono stati potati e curati. Mi sembra un ottimo inizio di bonifica che, spero, si estenda al più presto anche al “cimitero” di Petruscio, tanto da eliminare, quanto prima, questo fastidioso appellattivo, tutto personale, che mi sono permesso di attribuire ad una zona che andrebbe conosciuta meglio anche da tutta la popolazione locale, anche a mezzo di simpatiche iniziative.

Seguono le foto dei “relitti rupestri”…

















    Nella foto che segue, notiamo una porta carraia, chiusa con un semplice filo di ferro, il che non impedisce a qualche malintenzionato, anche solo per semplice dispetto, di accedervi con mezzi meccanici e danneggiare o deturpare.



    In queste ultime foto, invece, finalmente un esempio di ottima gestione del territorio, con un rimboschimento già in atto e soprattutto seguito e curato nel tempo.






Gaetano Leogrande


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Libri: 2 idee per i doni di Natale
post pubblicato in idee e consigli, il 13 dicembre 2010

    Che il mondo sia un villaggio globale è acquisizione della fine degli anni ’80. Che sia un villaggio complesso da governare è esperienza continua. Non sfugge a nessuno che tutti, volenti o nolenti, siamo obbligati a intervenire nella ricerca di soluzioni e problemi che sono globali ma vanno risolti soprattutto localmente.     
    
L’Onu nel 2000 indicò gli Obiettivi del Millennio: 8 punti inderogabili perché l’intera comunità mondiale, l’intero pianeta, sopravviva a se stesso con equità e giustizia. Mancano 5 anni al raggiungimento degli obiettivi del millennio:

1. eliminare la povertà estrema e la fame
2. raggiungere l’istruzione elementare universale
3. promuovere l’uguaglianza fra i sessi
4. conferire potere e responsabilità alle donne
5. diminuire la mortalità infantile e migliorare la salute materna
6. combattere l’HIV/AIDS, la malaria e altre malattie
7. assicurare la sostenibilità ambientale,
8. sviluppare una collaborazione globale per lo sviluppo.

    Obiettivi per tutti i Paesi perché tutti i paesi hanno bisogno di uno sviluppo rinnovato. Ci sono punti che anche per i Paesi ricchi sono capitoli ancora da scrivere.

    Chiudiamo il 2010 aprendo una finestra sul mondo con il libro curato da Vincenzo Pira “Futuro glocale. La cooperazione internazionale e gli obiettivi del millennio, pagg. 136 Euro 15,00.
Questo libro è una vera e propria guida per… non perdere ancora tempo. Per un assaggio di lettura
cliccare qui. Sponsorizza, sì il termine è giusto, un progetto: il progetto EUGAD (Cittadini Europei Impegnati nell’Agenda Globale per lo Sviluppo Umano), un programma approvato dalla Commissione Europea e coordinato dalla cooperativa sociale Armadilla Onlus (www.armadilla.coop). Si rivolge a testimoni privilegiati: insegnanti, amministratori, giornalisti, operatori sociali perchè attivino processi reali di partecipazione dei cittadini.

    Nessuno degli obiettivi del millennio può prescindere dal fatto che le comunità locali e i singoli cittadini siano generatori di cambiamento. Una guida. Un vademecum per attivare buone pratiche. Dipende da noi, solo da noi, quale degli obiettivi farà acqua tra 5 anni. Per questo chiudiamo l’anno rilanciando l’impegno per un futuro glocale.
Per i vostri ordini info@lameridiana.it. Sconto del 20% + spese di spedizione per chi ordina entro il 29 dicembre.
A tutti ricordiamo ancora la nostra proposta di libri scontati:
Investiamo in cultura, obiettivo questo fondamentale per promuovere sviluppo.


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 “Il vantaggio maggiore dell’educare consiste dunque nel crescere persone responsabili, in opposizione a soldatini obbedienti e disciplinati…
Una relazione educativa richiede esperienze significative da condividere […] per educare bisogna sporcarsi le mani.”
Roberto Gilardi in “Insegnanti in regola. Regole e competenze per la gestione della classe (pp. 156 Euro 16,50)

    La relazione, ogni relazione ha delle regole. Anche la relazione vissuta in una classe. Le proposte dall’autore, e da noi condivise, attingono a un patrimonio di sapere e di esperienze orientato più alle motivazioni da stimolare che alla sola disciplina da far rispettare. La regola come opportunità di democrazia non come censore della partecipazione.

Non è il voto in condotta che favorisce l’apprendimento, la conoscenza, l’educazione di persone responsabili. Se volete è il contrario.

Questo libro allora non è fuori tempo e non sarà fuori luogo in nessun contesto scolastico dove si educhi pensando alle persone.

È affidato agli insegnanti che vogliano “mettersi in regola” con il principio base di ogni relazione educativa, il solo e l’unico che fa persone differenti. Quale? Mettersi in gioco sporcandosi le mani.

Per un assaggio di lettura cliccate qui.


    Che ne dite? Potrebbero essere un'alternativa alla solita strenna natalizia?
Ecolo

Napoli? No, Mottola!
post pubblicato in raccolta rifiuti, il 11 dicembre 2010

     


    Per un attimo ho creduto di essere tra le strade di Napoli in piena emergenza rifiuti. Purtroppo, mi sono ben presto reso conto che ero nel mio amato paese, nei pressi di Piazza Trieste, dove non è in atto alcuna emergenza rifiuti.
    Eppure in una fredda serata invernale, quando tutti sono intenti a far compere per le festività natalizie e i primi turisti cominciano ad affacciarsi alla nostra collina, scenari come questi irrompono violentemente davanti agli occhi dei passanti.
I soliti cassonetti scoperchiati e stracolmi di rifiuti,  materiale di ogni genere sparso per terra.
    E non mi si venga a dire che parlo male del mio paese perché sono certo che immagini come queste fanno rabbrividire anche gli animi più menefreghisti.
    Diamo delle regole alla nostra comunità, altrimenti si andrà sempre a peggiorare e non so a quanti converrà  tutto ciò!

Gaetano Leogrande




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permalink | inviato da ecolo il 11/12/2010 alle 22:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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